Avea fornito Bartolin di dire, e perché il tempo passa e non aspetta, si volse a me, dicendo: «Io vo' partire». E io a lui: «Deh, lascia tanta fretta!
Deh, dimmi un poco ancor che gente è questa, finch'io conosca el resto della setta. Chi è quel ch'a quella berretta in testa e che 'l cappuccio porta in sulla spalla?».
E lui: «La vista sua tel manifesta. Ve' come lieto vien, che nel vin galla; è Bertoldo Corsin che m'innamora, tanto e sì ben al suon del bicchier balla.
Quando beuto ha ben, piscia una gora, ch'io credo ch'un mulin macinerebbe; ve' 'l suo figliuol, che con lui vien, ancora. Questo, come da' suoi primi anni crebbe,
dette presagio ver della sua vita, che beitor e goditor sarebbe. Dice el padre ch'a ber e' lo rinvita, e non ti potrei dir quanto contento
egli ha di questo, e al ben far lo 'nvita». «Chi è quel c'ha un mento sotto el mento e non mi par che sia nella spezie etica?». E lui: «È lo Scassina, al tuo talento.
Costui già ebbe male e ebbe l'etica, cominciòli la sete insino allotta, né mai d'allora in qua altro farnetica». «Costui chi è che ne vien con la frotta,
ch'un legno par portato dalla piena e debb'esser in punto a qualunch'otta? Io me n'avveggo ben perch'e' balena, volentier de' tener in molle el becco».
E lui: «Presto sarà tua voglia piena. Come chi trae con la sua mira al lecco, così costui al ber fermato ha 'l punto, e, se balena, e' non balena a secco.
El vin l'ha in tutto logoro e consunto: sentito hai ricordar Filippo vecchio, e 'l giovan ancor c'è, ma non è giunto». Io posi alle parole sua l'orecchio,
e lui soggiunse, che vedeva ch'io di domandar facea nuovo apparecchio: «Conosco, innanzi dica, el tuo disio; e di questo per pruova or avvedra'ti,
ch'io tel dimosterrò pel parlar mio. So che que' sei che 'nsieme vengon guati, ratti che par che sieno in sulla fatta: sappi che tutti a sei e' son cognati.
Quel ch'è nel mezzo è Niccolò di Stiatta, che non gli diventò ma 'l vino aceto, ché la suo parte, ti so dir, n'appiatta. Quel da man destra è Bobi da Diacceto:
quando, come el cammel, la soma ha egli, è gran fatica a farlo poi star cheto. Dalla sinistra vien Checco Spinegli: io credo che costui più ne divori
a pasto, che non tien dua carrategli. A lato a lui vien poi Giulian Ginori: perch'e' ti paia piccolo e sparuto, e' bee e mangia poi quanto e maggiori;
non guardar perch'e' sia così minuto, ché quando e' giugne poi al paragone, egli ha già presso a un baril tenuto. L'altro credo bere' per tre persone:
stu nol conosci, egli è Giovan Giuntini, e ve n'è un, quand'egli vi si pone; e' non s'intende già troppo de' vini, basta che s'empia. Quel dal lato manco
egli è Iacopo tuo de' Marsuppini: se di tutti ha d'anni e persona manco, egli ha più sete, e ma' non sare' messo per tristo battaglier, ma fiero e franco.
Vedi tu un ch'a questi vien a presso, benché ne venga adagio e passo passo? Egli è 'l Grasso Spinelli, egli è ben desso. Perché gli è, come vedi sconcio e grasso,
però a suo bel destro pian cammina; io non te lo vo' dir se fa fracasso: sentistu ma' dir d'una cappellina, che s'avie messo in capo di guarnello
e non se la potea trar la mattina? Par el ber a costui sì buono e bello, che tutto el giorno l'ugna si morsecchia per aver sete: o ve' sottil cervello!
Non trae sì volentier al fior la pecchia, come costui fa all'odor di Bacco, e se tu apparecchi, egli sparecchia. Da sezzo egli è come al principio stracco:
cacio carne uova pesce egli avviluppa e frutte e erbe, come fussi un ciacco. L'altro, che drieto a piè nel fango inzuppa, come non è men grasso, e' non bee meno
e 'l pan gli manca solo a far la zuppa. Egli è 'l Grasso spezial, magno e sereno, che non si lascia già tôr la sua parte e mai non bee se non col bicchier pieno.
Quel che tu vedi, che si sta in disparte, perch'è più grasso e gl'incresce el cammino, egli è 'l maestro ver della nostr'arte. È lo Steccuto, che bee tanto vino,
ch'a parlarne o pensarvi mi spaventa: sol, bee per tutti noi del Dragoncino. Quando gli ha ben beuto, e' s'addormenta, e nel dormire e' russa tanto forte,
che convien per romor ch'e' si risenta; e sempre suda e sa un po' di forte».
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