Magno Iddio, per la cui costante legge e sotto il cui perpetuo governo questo universo si conserva e regge; del tutto Creator, che dallo eterno
punto comandi corra il tempo labile, come rota faria su fisso perno; quieto sempre, e già mai non mutabile, fai e muti ogni cosa, e tutto muove
da te, fermo motore infaticabile. Né fuor di te alcuna causa truove, che ti muova a formar questa matera, avida sempre d'aver forme nuove.
Non indigenzia, sol di bontà vera la forma forma questa fluente opra, bontà, che sanza invidia o malizia era. Questa bontà sol per amor s'adopra
in far le cose a guisa di modello, simile allo edifizio ch'è di sopra. Bellissimo Architetto, il mondo bello fingendo prima nell'eterna mente,
fatto hai questo all'immagine di quello. Ciascuna parte perfetta esistente nel grado suo, alto Signor, comandi che assolva il tutto ancor perfettamente.
Tu gli elementi a' propri luoghi mandi, legandoli con tal proporzione, che l'un dall'altro non disiungi o spandi. Tra 'l fuoco e 'l ghiaccio fai cognazione,
così temperi insieme il molle e il duro: da te fatti contrari hanno unione. Così non fugge più leggiero e puro il foco in alto, né più il peso affonda
in terra in basso, sotto il centro oscuro. Per la tua provvidenzia fai s'infonda l'anima in mezzo del gran corpo, donde in tutti i membri par poi si diffonda.
Ciò che si muove, non si muove altronde in sì bello animale; e tre nature quest'anima gentile in sé nasconde. Le due più degne, più gentili e pure,
da sé movendo, due gran cerchi fanno, in se medesme ritornando pure, e intorno alla profonda mente vanno; l'altra va dritta, mossa dall'amore
di far gli effetti, che da lei vita hanno. E come muove sé questo motore, movendo il cielo, il suo moto simiglia come membra in mezzo al petto il core.
Da te, primo Fattor, la vita piglia ogni animale ancor di minor vita, benché più vile: questa è pur tua famiglia. A questi dà la tua bontà infinita
curri leggier' di puro foco adorni, quando la terra e 'l ciel li chiama e invita. E dipoi, adempiuti i mortal' giorni, la tua benigna legge allor concede
che 'l curro ciascun monti, e a te torni. Concedi, o Padre, l'alta e sacra sede monti la mente, e vegga il vivo fonte, fonte ver, bene onde ogni ben procede.
Mostra la luce vera alla mia fronte e, poi ch'è conosciuto il tuo bel Sole, dell'alma ferma in lui le luci pronte. Fuga le nebbie e la terrestre mole
leva da me e splendi in la tua luce: tu se' quel sommo Ben che ciascun vuole. A te, dolce riposo, si conduce, e te, come suo fin, vede ogni pio;
tu se' principio, portatore e duce, la via e 'l termin tu sol, magno Iddio.
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