Per lunga, erta, aspra via, nell'ombre involto,
scorgendo Amor lo mio cieco pensiero,
mossi i piè per incognito sentiero,
avendo il disio già verso il ciel vòlto.
Per mille errori alfin, con sudor molto
all'orizzonte del nostro emispero
pervenni, indi in eccelso e più altero
loco, di terra già levato e tolto.
Della gran scala al terzo grado giunto,
consegnommi alla madre il caro figlio:
se ben confusa allor mostrossi a noi.
Quindi, in più luminosa parte assunto
potei mirare il Sol con mortal ciglio,
né mai cosa mortal mi piacque poi.