Un acerbo pensier talor mi tiene
e prende sopra gli altri signoria:
se dura, io moro, e s'io lo caccio via,
un'altra volta con più forza viene.
Dicemi esser fallace ogni mia spene,
l'amor, la fede della donna mia;
narra i vaghi desir', quali ebbi pria
che Amor ponessi in lei tutto il mio bene.
Pensando a questo, Morte per ristoro
chiamo, e pietosa mi udirebbe allora:
ma Amor, che sa quanto a torto io mi doglia,
mi mostra que' belli occhi, e innanzi a loro
fugge ogni rio pensiero, ogni mia doglia,
come tenebre innanzi della aurora.