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1449–1492

CVIII XXIII del

Lorenzo de' Medici

Sì dolcemente la mia donna chiama morte nelli amorosi suoi sospiri, che accende in mezzo agli aspri miei disiri un suave disio, che morte brama.

Questo gentil disio tanto il core ama, che scaccia e spegne in lui gli altri martìri; quinci prende vigore e par respiri l'alma contr'a sua voglia, afflitta e grama.

Morte, dalle dolcissime parole di mia donna chiamata, già non chiude però i belli occhi, anzi sen fa piatosa. Così mantiensi al mondo il mio bel Sole;

a me la vita mesta e lacrimosa per contrario disio, che morte eslude.

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