Sì bella è la mia donna, e in sé raccoglie
tante dolci bellezze e non vedute
ch'è miglior stato non trovar salute
in lei, che adempier tutte l'altre voglie.
Però e pianti, desir', speranze e doglie,
che da sì bella cosa son venute,
porton con loro una gentil salute
che vive sempre a cui la vita toglie.
O bellissima morte! O dolor' suavi!
o pensier', che portate ne' sospiri,
ad altri ignota, al cor tanta dolcezza!
Com'esser può che alcuna pena aggravi,
benché afflitto, alcun cor che sempre miri
cogli occhi o col pensier somma bellezza?