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1449–1492

CIV XX del

Lorenzo de' Medici

O Sonno placidissimo, omai vieni allo affannato cor che ti disia! Serra il perenne fonte a' pianti mia, o dolce oblivion, che tanto peni!

Vienne, unica quiete, quale affreni sola il corso al desire, e in compagnia mena la donna mia benigna e pia, con gli occhi di pietà dolci e sereni.

Mostrami il lieto riso, ove già fêrno le Grazie la lor sede, e il disio queti un pio sembiante, una parola accorta. Se così me la mostri, o sia etterno

il nostro sonno, o questi sonni lieti, lasso, non passin per l'eburnea porta!

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