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1449–1492

CII XV del

Lorenzo de' Medici

Quanta invidia ti porto, o cuor beato, che quella man vezzosa or mulce or stringe, tal ch'ogni vil durezza da te spinge! E poi che sì gentil sei diventato,

talora il nome, a cui te ha consegrato Amore, il bianco dito in te dipinge; or l'angelico viso informa e finge, or lieto, or dolcemente perturbato.

Or li amorosi e vaghi suoi pensieri ad uno ad un la bella man descrive, or le dolce parole accorte e sante. O mio bel core, oramai più che speri?

Sol che abbin forza quelle luci dive di transformarti in rigido adamante.

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