Belle, fresche e purpuree viole,
che quella candidissima man colse,
qual pioggia o qual puro aer produr volse
tanto più vaghi fior' che far non suole?
Qual rugiada, qual terra o ver qual sole
tante vaghe bellezze in voi raccolse?
Onde il suave odor Natura tolse,
o il ciel, che a tanto ben degnar ne vuole?
Care mie violette, quella mano
che v'elesse infra l'altre, ov'eri, in sorte,
vi ha di tanta eccellenzia e pregio ornate!
Quella che il cor mi tolse, e di villano
lo fe' gentile, a cui siate consorte,
quella adunque, e non altri ringraziate!