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1449–1492

CI XVI del

Lorenzo de' Medici

Belle, fresche e purpuree viole, che quella candidissima man colse, qual pioggia o qual puro aer produr volse tanto più vaghi fior' che far non suole?

Qual rugiada, qual terra o ver qual sole tante vaghe bellezze in voi raccolse? Onde il suave odor Natura tolse, o il ciel, che a tanto ben degnar ne vuole?

Care mie violette, quella mano che v'elesse infra l'altre, ov'eri, in sorte, vi ha di tanta eccellenzia e pregio ornate! Quella che il cor mi tolse, e di villano

lo fe' gentile, a cui siate consorte, quella adunque, e non altri ringraziate!

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