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1798–1837

XXXIV – Della Casa

Giacomo Leopardi

Vago augelletto da le verdi piume, Che, peregrino, il parlar nostro apprendi; Le note attentamente ascolta e 'ntendi, Che Madonna dettarti ha per costume:

E pare dal soave e caldo lume De' suoi begli occhi l'ali tue difendi; Ché 'l foco lor (se, com'io fei, t'accendi) Non ombra o pioggia, e non fontana o fiume,

Né verno allentar può d'alpestri monti; Ed ella, ghiaccio avendo i pensier suoi, Pur de l'incendio altrui par che si goda. Ma tu da lei leggiadri accentie pronti,

Discepol novo, impara: e dirai poi: Quirina, in gentil cor pietate è loda. Quel vago prigioniero peregrino, Ch'al suon di vostra angelica parola

Sua lontananza e suo carcer consola; E 'n ciò men del mio fero have destino; Permesso tutto, e 'l bel monte vicino Vincer potrà, non che Calliope sola:

Da sì dolce maestra, e 'n tale scola Parlar ode ed impara alto e divino. Ben lo prego io ch'attentamente apprenda Con quai note pietà si svegli, e come

Vera eloquenza un cor gelato accenda. Sì dirà poi: che tra sì belle chiome E 'n sì begli occhi Amor già mai non scenda, Questo è notte e veneno al vostro nome.

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