Vago augelletto da le verdi piume,
Che, peregrino, il parlar nostro apprendi;
Le note attentamente ascolta e 'ntendi,
Che Madonna dettarti ha per costume:
E pare dal soave e caldo lume
De' suoi begli occhi l'ali tue difendi;
Ché 'l foco lor (se, com'io fei, t'accendi)
Non ombra o pioggia, e non fontana o fiume,
Né verno allentar può d'alpestri monti;
Ed ella, ghiaccio avendo i pensier suoi,
Pur de l'incendio altrui par che si goda.
Ma tu da lei leggiadri accentie pronti,
Discepol novo, impara: e dirai poi:
Quirina, in gentil cor pietate è loda.
Quel vago prigioniero peregrino,
Ch'al suon di vostra angelica parola
Sua lontananza e suo carcer consola;
E 'n ciò men del mio fero have destino;
Permesso tutto, e 'l bel monte vicino
Vincer potrà, non che Calliope sola:
Da sì dolce maestra, e 'n tale scola
Parlar ode ed impara alto e divino.
Ben lo prego io ch'attentamente apprenda
Con quai note pietà si svegli, e come
Vera eloquenza un cor gelato accenda.
Sì dirà poi: che tra sì belle chiome
E 'n sì begli occhi Amor già mai non scenda,
Questo è notte e veneno al vostro nome.