Tenera, fresca, verde e fiorita erba,
Che tra le frondi tue chiudi el corallo,
L'oro, le perle, i rubini e 'l cristallo
Che 'l ciel per altro sol là su si serba.
Qual mio peccato me te fa sì acerba,
Qual colpa mia, qual merito, o qual fallo?
Certo colui che sai tu t'è vassallo
E sol per quel tesor sei sì superba.
Ma se zephiro tuo te rinovelli
Ogni altra volta quando te nascondi,
Per Boreas tuo inimico e per lo gielo.
Deh! piega un poco tue tenere frondi
E mostrame quegli occhi santi e belli,
Anzi le stelle invidïose al cielo.