Skip to content
1798–1837

XXVI – Alamanni

Giacomo Leopardi

E tu, madre onorata, che lasciasti, Per consiglio divin, la figlia sposa Al suo gran rapitor, del tutto erede; Vien meco a dimorar nel tuo bel regno:

Ch'or che in alto sta il Sol, ch'egli arde il giorno, Tra i più lieti villan, discinto e scalzo, Velato il capo sol de le tue spighe, Qui cantar m'udrai per campi e piagge

L'altere lodi tue; pur che tu voglia Quando il bisogno fia, compagna farte. Vien tosto, vieni a noi succinta e snella: Né quella bionda treccia oggi si sdegni

Di talor sostener la corba e 'l vaglio E gli altri arnesi tuoi. Non tardar molto: Che già ti chiaman le campagne e i colli, Ch'hanno a l'ultimo dì condotto il parto,

Per riposarlo poi nel tuo gran seno.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXVI – Alamanni · Giacomo Leopardi · Poetry Cove