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1798–1837

XXIII – L. Martelli

Giacomo Leopardi

Molte son le virtù: né si ritrova Ch'uom o donna già mai tutte l'avesse: Amzi son cosa inusitata e nova, Una di tante, e due 'n un'alma impresse.

Donne mie, quasta è tal, ch'ei non si trova Cosa che senza lei piacer potesse. Scevra da l'altre una virtù si prezza; Ma che piacque già mai senza bellezza?

Volete voi vedeer, donne, il valore Ch'a questa sua diletta ha dato Dio? Di tutti gli altri ben ch'agogna un core, Venuto il posseder, sazio è il desio;

Di costei d'or in or cresce l'ardore, Come per pioggia tempestoso rio: Ché dopo il vostro bel l'anima altera Novo bel cerca; e 'n ciel trovarlo spera.

Qual è giogo più dolce e più soave Di quel ch'alta bellezza a l'alme pone? L'esser vinto ad ogni uom suol parer grave Di ricchezza, di forza e di ragione;

Costei sola non par che 'l vinto aggrave; Anzi acuto divien di gloria sprone; E fa lieti obbedir gli animi alteri, Più ch'oro posseder, gemme ed imperi.

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