Che fortuna è la mia? Che deggio fare,
Ch'ogni hom quasi m'adita, accusa e scaccia;
Perché l'animo preso non se slaccia
Da gli occhi che han facto inamorare?
Ond'io disposto son sempre adorare
La vaga vista e l'angelica faccia
Che mille volte il dì m'arde et aghiaccia,
più me contrista e fame ralegrare.
Sai ch'io farò? Io seguirò mia stella,
E la turba bestial parli al suo modo
In cui non nacque amor né virtù mai.
Io seguirò la più vaga e più bella
Donna che mai nascesse, et a suo nodo
Non voglio libertà né da soi rai.