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1798–1837

XXII.

Giacomo Leopardi

Che fortuna è la mia? Che deggio fare, Ch'ogni hom quasi m'adita, accusa e scaccia; Perché l'animo preso non se slaccia Da gli occhi che han facto inamorare?

Ond'io disposto son sempre adorare La vaga vista e l'angelica faccia Che mille volte il dì m'arde et aghiaccia, più me contrista e fame ralegrare.

Sai ch'io farò? Io seguirò mia stella, E la turba bestial parli al suo modo In cui non nacque amor né virtù mai. Io seguirò la più vaga e più bella

Donna che mai nascesse, et a suo nodo Non voglio libertà né da soi rai.

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