Degna nutrice de le chiare genti,
Ch'a dì men foschi trionfar del mondo;
Albergo già di Dio fido e giocondo,
Or di lagrime triste e di lamenti;
Come posso udir io le tue dolenti
Voci, e mirar, senza dolor profondo,
Il sommo imperio tuo caduto al fondo,
Tante tue pompe e tanti pregi spenti?
Tal, così ancella, maestà riserbi;
E sì dentro al mio cor suona il tuo nome;
Che i tuoi sparsi vestigi inchino e adoro.
Che fu a vederti in tanti onor superba
Seder reina e 'ncoronata d'oro
Le gloriose venerabil chiome!