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1798–1837

XVI.

Giacomo Leopardi

Vedo levato al ciel, se non m'inganno, L'ingegno tuo leggiadro con fervore; Poiché svegliato fusti a gloria e onore Dal Curialto infesto a chi è tiranno.

E spero fia sepulto l'odio e inganno, La nequitia, venen, ira, e furore, Di chi va machinando per livore Gran discordia fra noi già più d'un anno.

Se tu reprimi lor sententie insane, E segui l'orme nostre alte e divine, Fuggendo le sue voglie inique e vane. Seranno l'opre toe poi pelegrine,

Degne de laude, celebri e soprane Cantate dopo il tuo vital confine; Le tue virtù regine Dismembra da chi t'ha fin qui deluso

Perch'hai fra lor chi te regrigna el muso.

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