Vecchio ed alato dio, nato col sole
Ad un parto medesmo, e colle stelle;
Che distruggi le cose e rinnovelle,
Mentre per torte vie vole e rivole;
Il mio cor, che languendo egro si duole,
E de le cure sue spinose e felle
Dopo mille argomenti una non svelle,
Non ha, se non sei tu, chi più 'l console.
Tu ne sterpa i pensieri, e di giocondo
Obblìo spargi le piaghe: e tu disgombra
La nebbia onde son pieni i regii chiostri.
E tu la verità traggi dal fondo,
Dov'è sommersa: e senza velo od ombra,
Ignuda e bella a gli occhi altrui si mostri.