Dopo tante onorate e sante imprese,
Cesare invitto, in quelle parti e in queste;
Tante e sì strane genti, amiche e infeste,
Tante volte da voi vinte e difese;
Fatta l'Affrica ancella, e l'armi stese
Oltre l'occaso, poi ch'in pace aveste
La bella Europa; altro non so che reste
A far vostro del mondo ogni paese,
Ch'assalir l'oriente, e 'ncontr'al sole
Gir tant'oltre vincendo, che, d'altronde
Giunta l'aquila al nido ond'ella uscìo,
Possiate dir, vinta la terra e l'onde,
Qual umil vincitor, che Dio ben cole:
Signor, quanto il Sol vede, è vostro e mio.