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1798–1837

XIV.

Giacomo Leopardi

Dà soccorso, o dio e signore Al meschin che sol t'adora, Posa l'arco, che a ti implora Perdonanza del suo errore.

Più peccati ha st'alma rea Ch'alcun'altra, e tenebrosa Solo in lei se include e crea Ogni cosa vitïosa:

più non vole essere ritrosa Per fuggire el triste varco; Posa, Dio, or posa l'arco Che se emendi il peccatore.

Dà soccorso, o dio e signore. Sol t'estima e sol t'apprezza, Bon Jesù, quest'alma vile; Dalli ardor, dalli fortezza,

Falla sancta, falla umile, Falla ah! tutta simile, Sì che venga al paradiso. Posa l'arco e con chiar viso

Dà toa gratia al tristo core. Dà soccorso, o dio e signore. Ah! crudele alma profana Peccatrice oltra misura,

Torna a Dio, che 'l tutto sana Per bontà de soa natura. Dio signor, or siate cura Ch'io non sia più da te abietto,

Posa l'arco a questo effetto Ch'io retorni a ti, signore. Dà soccorso, o dio e signore. L'alma al mal ch'ognor traboca,

Signor, non li esser crudele; Or pentita, amara e fioca Vuoi tornare a ti fidele Per fuggir l'amaro fiele

De Sathan, ch'ognun confonde: Posa l'arco, e 'l stral asconde Per pietà del suo dolore. Dà soccorso, o dio e signore.

O signor, sancto e beato Fammi degno de toa gloria, Vedi come catenato Son da vizii e vanagloria;

Deh! signor, dammi vittoria Del demonio e soe catene, Posa l'arco, a me conviene Trïonfar del seduttore.

Dà soccorso, o dio e signore. O ver' dio, degli altri dei Che piagato havesti el petto Per mio amor dai can Judei,

Miserere al poveretto, Tu che sei giusto e perfetto Fammi degno esser tuo servo; Posa l'arco e a me protervo

Fa gustar quanto è 'l tuo amore. Dà soccorso, etc. Or exaudi el mio disìo, El mio pianto e la mia voce,

Jesù dolce, umano e pio, Che per me pendesti in croce; El pecca' mio orrendo e atroce Deh! perdona, signor buono,

Posa l'arco; poich'io sono Or pentito d'ogni errore. Dà soccorso, etc. Deh! posa, posa, signor, l'arco e l'ira

E non trar più di morte il tristo fele. Deh! poni, poni l'arco, e a st'alma dira Già non trar più, né più li esser crudele. Deh! posa, posa, signor, l'arco e inspira

E non trar più ch'io torno a te fedele. Deh! poni, poni, Dio, l'arco e saetta E miserere e non voler vendetta.

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