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1798–1837

XCIX – Maggi

Giacomo Leopardi

Giace l'Italia addormentata in questa Sorda bonaccia: e intorno il ciel s'oscura; E pur ella si sta cheta e sicura; E per molto che tuoni, uom non si desta.

Se pur taluno il paliscalmo appresta, Pensa a se stesso, e del vicin non cura: E tal sì lieto è de l'altrui sventura, Che non vede in altrui la sua tempesta.

Ma che? quest'altre tavole minute, Rotta l'antenna, e poi smarrito il polo, Vedrem tutte ad un tempo andar perdute. Italia, Italia mia, quest'è il mio duolo:

Allor siam giunti a disperar salute, Qaundo spera ciascun di campar solo. Lungi vedete il torbido torrente Ch'urta i ripari, e le campagne inonda,

E de le stragi altrui gonfio e crescente, Torce su i vostri campi i sassi e l'onda; E pur altri di voi sta negligente Su' disarmati lidi; altri il seconda,

Sperando ch'in passar l'onda nocente, Qualche sterpo s'accresca a la sua sponda. Apprestategli pur la spiaggia amica: Tosto piena infedel fia che vi guasti

I nuovi acquisti, e poi la riva antica. Or che oppor si dovrian saldi contrasti, Accusando si sta sorte nemica: Par che nel mal comune il pianger basti.

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