Giace l'Italia addormentata in questa
Sorda bonaccia: e intorno il ciel s'oscura;
E pur ella si sta cheta e sicura;
E per molto che tuoni, uom non si desta.
Se pur taluno il paliscalmo appresta,
Pensa a se stesso, e del vicin non cura:
E tal sì lieto è de l'altrui sventura,
Che non vede in altrui la sua tempesta.
Ma che? quest'altre tavole minute,
Rotta l'antenna, e poi smarrito il polo,
Vedrem tutte ad un tempo andar perdute.
Italia, Italia mia, quest'è il mio duolo:
Allor siam giunti a disperar salute,
Qaundo spera ciascun di campar solo.
Lungi vedete il torbido torrente
Ch'urta i ripari, e le campagne inonda,
E de le stragi altrui gonfio e crescente,
Torce su i vostri campi i sassi e l'onda;
E pur altri di voi sta negligente
Su' disarmati lidi; altri il seconda,
Sperando ch'in passar l'onda nocente,
Qualche sterpo s'accresca a la sua sponda.
Apprestategli pur la spiaggia amica:
Tosto piena infedel fia che vi guasti
I nuovi acquisti, e poi la riva antica.
Or che oppor si dovrian saldi contrasti,
Accusando si sta sorte nemica:
Par che nel mal comune il pianger basti.