Loda i Tersiti Favorino: e appena A i principi moderni un figlio nasce, Che in augurii i cantor stancan la vena. Quando Cintia falcata in ciel rinasce,
Ha da servir per cuna; e col zodiaco Hanno insieme le zone a far le fasce. Quanti dal messicano a l'egiziaco Fiumi nobili son, quanti il gangetico
Lido ne spinge al mar, quanti il siriaco; Tant'invitando va l'umor poetico A battezzar talun che, per politica, Cresce e vive ateista, e muore eretico.
E canta, in vece di adoprar la critica, Ch'ei porterà la trionfante croce Da la terra giudea per la menfitica: Che da la Tule a la tirintia foce
Reciderà le redivive teste De l'eresia crescente a l'idra atroce: Che, tralasciata la magion celeste, Ricalcheran gli abbandonati calli
Con Astrea le virtù profughe e meste. Per inalzar a un re statue e cavalli, Ha fatto insino un certo letterato Sudare i fuochi a liquefar metalli.
E un altro per lodar certo soldato, Dopo aver detto è un Ercole secondo, Ed averlo ad un Marte assomigliato; Non parendogli aver toccato il fondo,
Soggiunge, e pose un po' più su la mira: A i bronzi tuoi serve di palla il mondo. Oh gran bestialità! come delira L'umana mente! né a guarirla basta
Quanto elloboro nasce in Anticira. Divina verità, come sei guasta Da questi scioperati animi indegni, Che del falso e del ver fanno una pasta!
Predican per Atlanti e per sostegni De la terra cadente uomini tali, Che son rovine poi di stati e regni. Se un principe s'ammoglia, oh quanti, oh quali
Si lasciano veder subito in frotta Epitalami e cantici nuziali! Ogni poema poi mostra interrotta Di qualche grande la genealogia,
Dipinta in qualche scudo o in qualche grotta: E quel che fa spiccar questa pazzia, È che la razza effigiata e scolta Dichiaran sempre i maghi in profezia.
Cookies on Poetry Cove