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1798–1837

VI.

Giacomo Leopardi

Alma gentil, che sì bel corpo lassi, Anzi su nel bel ciel cantando vai, Innamorata degli eterni rai Fuggi gli onor' mondan caduchi e bassi.

Messer Guglielmo nostro, oimè! ci lassi Nel miser mondo pien d'affanni e guai, Poi che amasti virtù, ti piaccia omai Lassar il nome e di tal vita passi.

Non furo a la tua morte alcun parenti Per confortarti quando il caldo e 'l gelo Sentì l'ultimo duol de la natura; Ma la pietà di dio gli fe' presenti

Angeli santi e la tua sepoltura Com'esser può più bella che nel cielo?

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