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1798–1837

VI.

Giacomo Leopardi

Se il cor se dole e se 'l mio pecto maculo De amare lacrime ho causa legittima Ché come barca a la furia marittima Me trovo senza el fido gubernaculo.

Tu vivi, io morto son; né alcuno obstaculo Mi può ritraer da la linea finitima, Né mai di te la più candida vittima Offerse morte al celestial oracolo.

Di te non piango, che nel coro angelico Volasti fuor de sto fallace gurgite, Lassando il corpo sotto a un saxo frigido; Del qual, dopo il vorar del dì famelico

Quando l'orrendo suon cridarà: surgite , Non fia spoglia più accetta al sceptro rigido.

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