Se il cor se dole e se 'l mio pecto maculo
De amare lacrime ho causa legittima
Ché come barca a la furia marittima
Me trovo senza el fido gubernaculo.
Tu vivi, io morto son; né alcuno obstaculo
Mi può ritraer da la linea finitima,
Né mai di te la più candida vittima
Offerse morte al celestial oracolo.
Di te non piango, che nel coro angelico
Volasti fuor de sto fallace gurgite,
Lassando il corpo sotto a un saxo frigido;
Del qual, dopo il vorar del dì famelico
Quando l'orrendo suon cridarà: surgite ,
Non fia spoglia più accetta al sceptro rigido.