Voi che tenete fuor del corpo il core
E l'alma di sospir carica ognora,
Leggete le mie rime in cui se onora
Quel che zià fu e anche è mio signore.
Voi altri ciechi, fermi nell'errore
Che di sola virtù mai se innamora,
Non ve mostrati al tempo che c'infiora
Premio di fama per iusto labore.
Altro mai non me piaque, altro non voglio
Che in tempestoso mare un fermo legno,
A cui nocer non può fortuna e scoglio.
Qual'è più ferma cosa al nostro regno
Che farsi eterni e vo' seguir orgoglio
Facendo in polver mosso ogni disegno.