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1798–1837

Untitled

Giacomo Leopardi

Quando il ceruleo mar soavemente Increspa il vento, al pigro core io cedo: La Musa non mi alletta, e al mar tranquillo, Più che alla Musa, amo sedere accanto.

Ma quando spuma il mar canuto, e l'onda Gorgoglia, e s'alza strepitosa e cade, Il suol riguardo, e gli arbori, e dal mare Lungi men fuggo: allor sicura, e salda

Parmi la terra, allora in selva oscura Seder m'è grato, mentre canta un pino Al soffiar di gran vento. Oh quanto è trista Del pescator la vita, a cui la barca

È casa, e campo il mar infido, e il pesce È preda incerta! Oh quanto dolcemente D'un platano chiomato io dormo all'ombra! Quanto m'è grato il mormorar del rivo

Che mai nel campo il villanel disturba.

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