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1798–1837

SCIPIONE, CHE PARTE DA ROMA

Giacomo Leopardi

Allorchè il vincitor, grande Affricano L'ingrato abbandonò, paterno suolo; Allontanossi dal crudel Romano Delle Virtudi il venerato stuolo.

Maledicendo il popolo inumano, Disciolto il crine, e con amaro duolo L'uom vittorioso compiangendo invano, Fece ritorno al suo nativo polo.

Scipione intanto, che con man trionfante Tante palme raccolse, e tanti allori; Ora travaglia intorno a umili piante. Ma quì la virtù sua meglio risplende,

E degli antichi meritati onori Gloria maggiore a lui tal vita rende.

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