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1798–1837

Scena 9

Giacomo Leopardi

Olà! guerrieri, il fido acciar posate; Si risparmino i vinti: ognuno in traccia Corra del Duce avverso; alcun non osi Spargerne il sangue, egli di mia clemenza

Vivo si serbi all’immortal trionfo: Andiam... No, più di tua pietade, o Duce, Uopo non have il fier Pompeo superbo;

Egli per man fedel cadde trafitto Vittima all’ira tua: da tal nemico Libero alfin tu puoi stender la destra Allo scettro regal, prezzo di tante

Vittorie, in tua possanza omai sicuro Regnar su Roma e sovra il mondo intero. Soggetto ognora a’ cenni tuoi l’Egitto... Oimè!... che ascolto?... Ah! m’invidiaste, o cieli,

Di perdonare al gran Pompeo la sorte! Misero me! dunque Signor del mondo, Dunque trionfator di mille schiere, Tu mi persegui ancor barbaro fato?

Inumani, crudeli!... Ah! se cotanto Costar mi dee lo scettro, il soglio, il regno, Riprendetevi, o Numi, il vostro dono.

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