Olà! guerrieri, il fido acciar posate;
Si risparmino i vinti: ognuno in traccia
Corra del Duce avverso; alcun non osi
Spargerne il sangue, egli di mia clemenza
Vivo si serbi all’immortal trionfo:
Andiam...
No, più di tua pietade, o Duce,
Uopo non have il fier Pompeo superbo;
Egli per man fedel cadde trafitto
Vittima all’ira tua: da tal nemico
Libero alfin tu puoi stender la destra
Allo scettro regal, prezzo di tante
Vittorie, in tua possanza omai sicuro
Regnar su Roma e sovra il mondo intero.
Soggetto ognora a’ cenni tuoi l’Egitto...
Oimè!... che ascolto?... Ah! m’invidiaste, o cieli,
Di perdonare al gran Pompeo la sorte!
Misero me! dunque Signor del mondo,
Dunque trionfator di mille schiere,
Tu mi persegui ancor barbaro fato?
Inumani, crudeli!... Ah! se cotanto
Costar mi dee lo scettro, il soglio, il regno,
Riprendetevi, o Numi, il vostro dono.