Anime eccelse, a sostenere elette
L'onor del regno, del sovran, del trono.
Della patria custodi, ecco il fatale
Funesto giorno, in cui cader distrutta
Dovea Delly per man ribelle al suolo.
Io la serbai, dagl'inimici acciari
Salvo torna il Re vostro, io rendo a voi
De la stirpe regal l'unico germe;
Trovar da insidie, e tradimenti stretto
Altro scampo io non so, spira per anco
Chi ribelle, e infedel me brama estinto.
Nel periglio fatal rifugio io cerco
Sol tra' sudditi miei; se fidi in petto
La fè serbate ad un sovran dovuta,
Soccorso, aita al vostro Re porgete.
Felice regna, o prence; avrai quest'alme
Ognora a te fedeli, in nostra mano
Sol lampeggiar vedrassi il fido acciaro
De' tuoi dritti in difesa, e mai non fia
Scossa la fè, che con sincere voci
Tutti al tuo scettro, al soglio tuo giuriamo.
Ed io lo giuro al ciel, che m'ode; ognora
A me sacri saran del regno i dritti,
Dell'orfano infelice, e del pupillo
Farmi padre io saprò, difesa, e scudo
De l'oppresso innocente, e a l'uopo il freno
Costringere, allentar.
Si guidi intanto.