Si parta omai, nell'adunato stuolo
Scintilli alfin la conceputa fiamma,
Nulla s'oppon al mio desir, fra poco
Nizam regnar vedrà sul patrio soglio
Ministra al suo voler la turba istessa
Ch'a ricovrar la libertà s'accinge.
Estinto il rege, e della regia stirpe
L'odiato germe, dal molesto freno
Del supremo poter libera invano
Esser confida l'ingannata plebe.
Il mio disegno ognun frattanto ignori;
Sicura al fin bramato apre la via
L'arcan, che dell'autor s'asconde in petto.
All'impresa io mi accingo, al rege istesso
Terrore alcun non desterà ne l'alma
Delle turbe il tumulto; ad arte io finsi
Lungi da queste mura il campo ostile,
E d'invitto valor le schiere accese
Pronte al notturno assalto, incauto, ei giace
Di cieca notte in tenebrìo sepolto.
S'affretti il suo destin, vittima ei cada
Alla sognata libertà, che invano
Cerca commosso il volgo; io parto, e voi
Favorite i miei passi, amici Numi.