trattenendoli Prence, t'arresta.
L'opra è compiuta, del Mogol il regno
Più tiranno non ha; vittima ei cadde
Alla nascente libertade, al giusto
Comun desìo, che a ricovrar ci spinge
Ciò che ragion, ciò che il diritto implora;
L'armi deponi, al vincitor t'arrendi,
In mio poter tu sei.
Barbaro, e tanto
Ardisci in faccia al tuo Signor? nemico
Al cielo, in odio al mondo, a quest'albergo,
Scellerato, t'invola, il nero spettro
Ch'esangue, e mesto a te s'aggira intorno
Chiede vendetta, e non la chiede invano.
A la pugna, miei fidi; olà, guerrieri,
alle guardie Il ribelle s'atterri.
Io non vi temo.
T'arrendi, o traditore, a carcer tetro
Costui si guidi, e voi seguite in tanto,
Amici, i passi miei; mostra la sorte
A noi men truce il volto, andiam, si corra
Su le sue traccie, e vincitori, o vinti,
A più temerci il fier nemico impari.