Il tutto arride a’ miei disegni. Avvanza
Cesare il prode; ei d’Alessandria in breve
Signor sarà, ma sol per poco; il capo
Del fier Pompeo fia tra l’Egitto e Roma
Di pace mediator; nulla si oppone
Al mio desir. Forse... ah da me va lungi
Troppo vana speranza... ah forse un giorno
Lo stesso acciar che del romano duce
Il sen passò, di Tolomeo potria
Farsi uccisor, forse su questa fronte
Il diadema regal... No, nulla al forte
Impossibil fu mai: sì, tutto puote
Magnanimo valor, marziale ardire.
Questo mio petto del secreto arcano
Sia geloso custode..., il regno, il trono
L’aureo scettro regal... gradita immago,
Ah, qual commuovi i sensi miei!... T’accheta
Ambizioso mio cor... quanto d’un regno
Puote la speme! Ah! si fomenti un tale
Generoso desio, lusinghe e doni,
Armi, forza, costanza, ardir, valore,
Tutto s’impieghi al desiato fine.
Forse non vana la mia speme un giorno
Veder potrò, forse di morte in braccio
L’odiato regnator... Basti, se il fato
Con lieto aspetto a’ miei disegni arride,
Vedrà l’Egitto un dì quanto di un regno
Di Teodoto in cuor possa il desio.