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1798–1837

Scena 6

Giacomo Leopardi

Amici... oh Dei!... Quale spavento?... Ahi! che già tutta inonda Questa regal città lo stuol nemico.

No, più speme non v’è; Cesare il fiero Scellerato tiranno, a questa reggia È presso omai: le ignude spade ovunque Scintillar vedi de’ nemici, è chiuso

Ogni adito alla fuga, il popol tutto Gemente palpitante i Numi invoca E il cielo avverso; il Rege istesso è cinto Dalle squadre nemiche. A lui dintorno

Mille scintillar vedi ostili acciari; Ei pugna ancora invano, invano il ferro Intorno ruota, invan di sangue il suolo E di nemici estinti corpi ingombra:

A lui ceder fia forza, e questa reggia Delle fiamme sarà non dubbia preda. Miseri noi! Corrasi amici, il forte

Prence si salvi: a lui la vita, il sangue Si doni: il merta il suo valor, la fede, La pietà, la virtù... Ma... che vegg’io?...

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