Amici... oh Dei!...
Quale spavento?...
Ahi! che già tutta inonda
Questa regal città lo stuol nemico.
No, più speme non v’è; Cesare il fiero
Scellerato tiranno, a questa reggia
È presso omai: le ignude spade ovunque
Scintillar vedi de’ nemici, è chiuso
Ogni adito alla fuga, il popol tutto
Gemente palpitante i Numi invoca
E il cielo avverso; il Rege istesso è cinto
Dalle squadre nemiche. A lui dintorno
Mille scintillar vedi ostili acciari;
Ei pugna ancora invano, invano il ferro
Intorno ruota, invan di sangue il suolo
E di nemici estinti corpi ingombra:
A lui ceder fia forza, e questa reggia
Delle fiamme sarà non dubbia preda.
Miseri noi!
Corrasi amici, il forte
Prence si salvi: a lui la vita, il sangue
Si doni: il merta il suo valor, la fede,
La pietà, la virtù... Ma... che vegg’io?...