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1798–1837

Scena 5

Giacomo Leopardi

Ah fuggi, o Prence, Da queste mura; un tetro orror di morte Minaccia i passi tuoi, questo, che impugno Funesto acciaro del tuo sangue asperso

Nizam già volle, in lui confida in vano Il genitor deluso, a l'empie turme Il varco egli aprirà, cadrà trafitto Per di lui mano il rege istesso, in preda

Te pure ei brama a cruda morte acerba; A me l'impresa ei confidò, l'orrendo Attentato crudele invan cercai Di palesarti, ognor me volle allato

L'iniquo traditor, l'infide schiere Ei guadagnar già seppe, ed in brev'ora In sua mano sarà del regno il freno Omai...

Che ascolto! qual profondo abisso D'iniquità, d'orror s'apre ad un tratto D'innanzi a gli occhi miei! qual mostri asconde Nel suo seno il Mogol!... Barbaro cielo!...

Misero Padre!... egli pur ora in braccio Al periglio fatal... ma dove, o Numi, Dove il valor sen fugge?... andiam, si serbi Al trono il rege, il genitore al figlio,

La mia vita si sprezzi, e solo, o cieli, Solo il padre si salvi...

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Scena 5 · Giacomo Leopardi · Poetry Cove