Ah fuggi, o Prence,
Da queste mura; un tetro orror di morte
Minaccia i passi tuoi, questo, che impugno
Funesto acciaro del tuo sangue asperso
Nizam già volle, in lui confida in vano
Il genitor deluso, a l'empie turme
Il varco egli aprirà, cadrà trafitto
Per di lui mano il rege istesso, in preda
Te pure ei brama a cruda morte acerba;
A me l'impresa ei confidò, l'orrendo
Attentato crudele invan cercai
Di palesarti, ognor me volle allato
L'iniquo traditor, l'infide schiere
Ei guadagnar già seppe, ed in brev'ora
In sua mano sarà del regno il freno
Omai...
Che ascolto! qual profondo abisso
D'iniquità, d'orror s'apre ad un tratto
D'innanzi a gli occhi miei! qual mostri asconde
Nel suo seno il Mogol!... Barbaro cielo!...
Misero Padre!... egli pur ora in braccio
Al periglio fatal... ma dove, o Numi,
Dove il valor sen fugge?... andiam, si serbi
Al trono il rege, il genitore al figlio,
La mia vita si sprezzi, e solo, o cieli,
Solo il padre si salvi...