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1798–1837

Scena 4

Giacomo Leopardi

Oh Numi Qual mai funesto orrore il cuor m'ingombra! Che ascolto, oh ciel, che vedo? è questo il suolo Che mi diè vita, in cui bambino appresi

Il giusto, il dritto, ed il dover qual sia? Di belve furibonde, e tigri ircane Non è questo il ricetto? ove t'ascondi Sconosciuta virtude? ah tu fuggisti

Da queste terre, ed in tua vece il trono Tra noi fondar l'ambizione, il vizio, L'empietade. Il delitto... e tanto adunque Tanto in odio a voi siam, barbari Numi?

Che far degg'io? dunque svelar l'arcano, Dunque di certa morte io debbo espormi Al periglio fatal?... dunque tradire La fede, l'onestà... lungi da questo

Smarrito cuor, da quest'oppresso spirto Immagini abborrite; Amet il tutto Or or saprà: Nizam s'appressa, intanto Ricuopra un doppio velo i dubbj miei.

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Scena 4 · Giacomo Leopardi · Poetry Cove