Opportuno tu giungi; arride, amico,
La sorte a' miei disegni, ignaro pone
Il Monarca in mia man del regno intero
Il fato, ed il destin, duce son io
Dell'adunato stuol.
Che narri?
Ei stesso
Pose pur or nelle mie mani il freno
Dell'esercito tutto, egli confida
Veder per le mie cure a' piedi suoi
Chieder pace e perdon lo stuolo avverso,
Ma la sua speme, o fido amico, è vana.
A volger l'alme de' guerrieri armati
Al nostro intento, al sospirato fine
Tutto impiegar saprò, promesse, inganni,
Lusinghe, e frodi, e di mie cure il frutto
Vedrai ben presto; Osnam s'appressa, io parto;
Di lui frattanto il cuor con arte, o amico,
Tu guadagnar procura, a noi di sommo
Utile ei fia se dell'arcano a parte
Venga per opra tua.