Nulla, o mio fido, A desìar mi resta; armansi a gara Le radunate turbe, a' venti esposto Brilla il regal vessillo, il segue, e freme
Il minaccioso stuol, sua guida or ora Nizam sarà degl'inimici al campo, Nizam cui sol delle guerriere squadre Il valor noi dobbiamo, a cui del regno
La difesa dovrem. Vedrai fra poco Vinta, e dispersa la nemica turba, Incolume il Mogol, salvo il mio trono, E forse un dì potrem di questo regno
Armati oltrepassar le fisse mete, Forse il popolo ostile... E in Nizam dunque Tanto, o Signor, confidi?
In lui del regno È riposta ogni speme; alto valore A provvido consiglio in lui s'accoppia, E qual mai rinvenir duce più degno
Fra' miei fidi potrei? Di troppo avanzi, Signor, perdona, la tua speme; il forte Armato stuolo ostil, se a noi concede
Fausto destin di superar, saranno Paghi del regno i voti; indarno il ferro Spinger vorresti al suol nemico in seno; Lo spavento, il terror, l'orrore, il lutto
Del tuo regno rammenta; il ferreo giogo, Che imperiosa al popol nostro impone La nemica Ispahan, come ad un tratto Scuoter potrem? de la giurata fede
Come violar le stabilite leggi? Come del popol tutto?... Ah nò, di questo Smarrito cuor con sì funesta immago
Non accrescer, mio fido, il grave affanno; Troppo il dolor del popol mio m'è noto. De' Maratti il destin, del regno il fato Dubbioso pende dell'armate squadre
Da l'opposto valor: vinto, e sconfitto L'amico stuol, fra le ruine avvolto Il mio regno sarà: dispersa, uccisa, De' Maratti la turba, al fausto raggio
Di felice destin, d'amica sorte, Da le ceneri sue sorger vedrai Lo smarrito valor, l'ardir perduto D'Omar nel popol tutto; il ferro, il fuoco
Spinger potremo allor de la nemica Persia guerriera in sen, fiaccar l'orgoglio, Degli alteri Sofì scuotere il giogo Che insoffribil ci opprime, e in ogni dove
Lo spavento arrecar, l'orror de l'armi. Ah de' miei voti il suon propizio ascolti Benigno il ciel, di tanti mali ah giunga Il sospirato fin; cadano infranti
I lacci, che di crude, aspre ritorte Stringono il popol mio...
Cookies on Poetry Cove