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1798–1837

Scena 1

Giacomo Leopardi

Che ascolto? E tanto adunque in Regal cuore Può d'un empio oppressor l'arte, e la frode? Nizam, che di Golconda il popol tutto Gemer vede al suo piè, Nizam, che in petto

Cotanta ambizion fomenta, e pasce, Nizam dunque vedrò, Nizam istesso Dell'adunato stuol reggere il freno, Ed in sua man di questo regno intero

La sorte io scorgerò? Prostrato, e vinto Gl'insulti io soffrirò di lui, che sempre S'oppose al mio voler, di lui, che solo Brama ottener del regio cuor l'impero?

Ah nò, che ver non fia! Nascer vedrassi Dal fausto suo destin la sua sventura. Di Muhamed nella delusa mente D'un empio ingannator l'inique frodi

Svaniranno al mio dir; Nizam lontano Alle mie cure oppor nulla si puote; Il suo partir s'attenda, i miei disegni Ora tacer convien, vana ogni speme

Si renderìa, se all'inimico sguardo Giungesse a traspirar.

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