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1798–1837

LXXXIX – Lippi

Giacomo Leopardi

Fuggì tutta la gente spaventata A l'apparir de l'orrido spettacolo. La piazza fu in un attimo spazzata: Pur non vi rimase per miracolo.

Così correndo ognuno a l'impazzata, Si fan l'un l'altro a la carriera ostacolo: Chi dà un urton, quell'altro dà un tracollo, Chi batte il capo, e chi si rompe il collo.

Figuriamci vedere un sacco pieno Di zucche o di popon sopra un giumento, Che rottasi la corda, in un baleno Ruzzolan tutti fuor sul pavimento,

E ne l'urtarsi batton sul terreno: Chi si percuota, e chi s'infranga drento; Chi si sbucci in un sasso, e chi s'intrida; Ed un altro in due parti si divida

Così fa quella razza di coniglio: Che nel fuggir la vista di quel cocchio, Chi si rompe la bocca, o fende un ciglio, E chi si torce un piede, e chi un ginocchio.

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