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1798–1837

LXXVI – Bracciolini

Giacomo Leopardi

Posta è la casa in una gran pianura, A cui si va per cento strade e cento; E tutte son con diligente cura Pulite più d'ogni brunito argento:

Soffia da ciascun lato, e sempre dura, Spirando dietro a i viandanti, il vento; E l'aura fresca e l'odiosa porta I piè correndo e sdrucciolando porta.

Tondo è il ricco edificio: e di diamante Le mura, sono a ciascheduno specchio Che si conduce al domicilio avante, Rapido o lento, o giovanetto o vecchio.

L'uscio era per entro un dubbio calle errante, Qual di più antri incavernato orecchio; Che rende lui, con ammirabil uso, Sempre a l'entrare aperto, a l'uscir chiuso.

Per entro al limitar, con la man destra Grave d'alto martello, e con un chiodo, Ch'ella batte a l'ingiù su la finestra Conficcandol per sempre, acuto e sodo,

Sta la Necessità, dura maestra, Da cui s'apprende in troppo acerbo modo Che fuggire o difendersi non vale Dal colpo inevitabile e fatale.

Con la Morte del pari a mano a mano Va lo Spavento, in abito da donna. Con le orecchie di lepre ode lontano: Di cangiante color, breve ha la gonna.

Sopravvenirli orribil caso e strano Teme, e trema, abbracciando una colonna: La colonna rovina; onde ei perisce: E fuggir si vorrebbe, e non ardisce.

Di negletti legati, e di ritorti Testamenti derisi alte montagne Giacciono per le logge e per le corti, Tenaci men de i paviglion di aragne:

L'eredità di mille vecchi accorti, Per cui dentro si ride, e fuor si piagne. Corre a brodetto, e si consuma e sbratta, A la barba di lor che l'hanno fatta.

Mille preghiere o che la Morte vegna, O che si parta, errar veggionsi al vento: L'avaro indarno a frenar lei s'ingegna. Che già non rende il suo cammin più lento;

La sollecita quei che si disdegna Di vil moglie mal presa, a suo talento; E la chiama con speme e con desio Il povero nipote al ricco zio.

Ma fa la Morte orecchio di mercante: Gira a tondo la falce, e non risponde: Ulisse le insegnò, quando costante Passare ardì tra le sirene l'onde.

Si fa beffe di medici, e di quante Ricette ogni spezial mesce e confonde; E di color che ne' pianeti leggono Le vite, e in terra i colpi suoi non veggono.

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