Bellezza è luce, che dal sommo Sole
Discende a rischiarar carcer terreno,
E 'n vari raggi compartir si suole,
E dove più risplende e dove meno.
Quant'hanno di leggiadro atti o parole,
Tutto è mercè del suo splendor sereno;
Che conforme a quel bel ch'entro si copre,
Fa le sembianze esteriori e l'opre.
Gemma così, che di natie fiammelle
Sfavilla, e di color vago s'inostra,
Cela in sue tempre ancor lucide e belle
Virtù corrispondente a quel che mostra.
Quantunque il Sol, la luna e l'altre stelle
Sien chiari oggetti de la vista nostra,
Fanno a gli occhi però visibil fede
D'altro lume maggior che non si vede.
La corporea beltà chiaro argomento
Suol dar di non men bella alma gentile,
Per cento indizi dinotando e cento
Di nascondere in se forma simile:
E quasi velo dilicato e lento,
O qual cristallo limpido e sottile,
Fa tralucer di fuor gl'interni lumi
Di signorili e candidi costumi.
E siccome le ricche e nobil'arche,
E le vasella d'alabastro e d'oro,
Non di materia vil si tengon carche,
Ma di cose pregiate e di tesoro;
E gemmati monili ed auree marche,
Balsami ed ambre sol serbansi in loro;
Così sotto bei membri e belle forme
Chiuder non si suol mai spirto difforme.