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1798–1837

LXX – Chiabrera

Giacomo Leopardi

Del mio Sol son ricciutegli I capegli; Non biondetti, ma brunetti: Son due rose vermigliuzze

Le gotuzze; Le due labbra, rubinetti. Ma dal dì ch'io la mirai Fin qui, mai

Non mi vidi ora tranquilla: Ché d'amor non mise Amore In quel core né pur piccola favilla.

Lasso me, quando m'accesi, Dire intesi Ch'egli altrui non affliggea, E che tutto era suo foco

Riso e gioco, E ch'ei nacque d'una Dea. Non fu Dea sua genitrice, Com'uom dice:

Nacque in mar di qualche scoglio: Ed apprese in quelle spume Il costume Di donar pena e cordoglio.

Ben è ver ch'ei pargoleggia, Ch'ei vezzeggia, Grazioso fanciulletto; Ma così pargoleggiando,

Vezzeggiando, Non ci lascia core in petto. Oh qual ira, quale sdegno! Mi fa segno

Ch'io non dica; e mi minaccia. Viperetta, serpentello, Dragoncello, Qual ragion vuol ch'io mi taccia?

Non sai tu che gravi affanni Per tant'anni Ho sofferti in seguitarti? E che? dunque lagrimoso,

Doloroso, Angoscioso, ho da lodarti?

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