Amici, questi è il Tasso (io dico il figlio):
Che nulla si curò d'umana prole;
Ma fe parti più chiari assai del sole,
D'arte, di stil, d'ingegno e di consiglio.
Visse in gran povertade, e in lungo esiglio;
Ne' palagi, ne' tempii e ne le scuole:
Fuggissi; errò per selve inculte e sole;
Ebbe in terra, ebbe in mar pena e periglio.
Picchiò l'uscio di Morte; e pur la vinse,
Or con le prose, or con i dotti carmi;
Ma Fortuna non già, che 'l trasse a fondo.
Premio d'aver cantato amori ed armi,
E mostro il ver, che mille vizi estinse,
È verde fronda. E ancor par troppo al mondo.