Tu parti, o rondinella, e poi ritorni
Pur, d'anno in anno; e fai la state il nido,
E più tepido verno in altro lido
Cerchi sul Nilo, e 'n Menfi altri soggiorni.
Ma per algenti o per estivi giorni,
Io sempre nel mio petto Amore annido;
Quasi egli a sdegno prenda in Pafo e 'n Gnido
Gli altari e i tempii di sua madre adorni.
E qui si cova, e quasi augel s'impenna;
E, rotta molle scorza, uscendo fuori,
Produce i vaghi e pargoletti Amori.
E non gli può contar lingua né penna;
Tanta è la turba: e tutti in cor sostiene,
Nido infelice d'amorose pene.