Asinel pasciuto, e grasso
Vide un giorno andando a spasso
D'un lion l'orrida pelle,
L'aspre zanne, e le mascelle
Stese in terra abbandonate,
E d'alcun più non curate.
Volle allora insuperbito
Da lione andar vestito;
Già la pelle egli s'indossa
Più non teme urto, o percossa,
Già trascorre per le selve,
Già si meschia all'altre belve;
Crede già d'esser temuto
Da l'armento, e dal cornuto
Bue robusto, e dal veloce
Corsier nobile, e feroce.
Ma di lana adorna, e bella,
Candidetta pecorella,
Nel vederlo “chi è costui?”
Dice, e va contro di lui,
E la pelle ond'era adorno
Toglie via con suo gran scorno,
E il Somaro svergognato
Fu del basto caricato.
Chi vuò far quel che non deve
Beffe sol da ognun riceve.