Skip to content
1798–1837

L'ASINO, E LA PECORA

Giacomo Leopardi

Asinel pasciuto, e grasso Vide un giorno andando a spasso D'un lion l'orrida pelle, L'aspre zanne, e le mascelle

Stese in terra abbandonate, E d'alcun più non curate. Volle allora insuperbito Da lione andar vestito;

Già la pelle egli s'indossa Più non teme urto, o percossa, Già trascorre per le selve, Già si meschia all'altre belve;

Crede già d'esser temuto Da l'armento, e dal cornuto Bue robusto, e dal veloce Corsier nobile, e feroce.

Ma di lana adorna, e bella, Candidetta pecorella, Nel vederlo “chi è costui?” Dice, e va contro di lui,

E la pelle ond'era adorno Toglie via con suo gran scorno, E il Somaro svergognato Fu del basto caricato.

Chi vuò far quel che non deve Beffe sol da ognun riceve.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
L'ASINO, E LA PECORA · Giacomo Leopardi · Poetry Cove