Poichè già dietro vistosi
Di Pisa il suolo ameno,
L'Alfeo scorrendo turgido,
Entrò del mare in seno;
E fiori, e sacra polvere
In don recando, e fronde,
Trova Aretusa, e mescola
Con Aretusa l'onde.
Poi d'altre grotte concave
Cheto bagnando il piede,
Passa; nè il grande Oceano
Del suo passar si avvede.
Così, perito artefice,
Fa degli amanti il nume
Che per amore, impavido
Nuoti nel mare un fiume.