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1798–1837

IV.

Giacomo Leopardi

Quest'aquila gentil, che del mio core Si pasce e fa de l'alma tanto stratio Non fu ma' presa a rete, o qualche laccio, Né mai ferita dal bel stral d'Amore.

Né saper pò qual sia el mio dolore; Però del pasto preso non fu satio L'affamato suo rostro, e in altro spatio Non ha fermi li artigli el suo furore.

E veggio ch'el convien ch'i' resti nido A li so artigli, cibo a la sua fame In fin ch'altro soccorso no m'aita. Che se fie vulnerata da Cupido,

O presa a laccio, o rete in fra le rame, Non farà l'alma inanzi ora partita.

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