Dal freddo fatta gelida
Vide un Pastore in terra
Serpe giacer cerulea,
Atta non più a far guerra.
Egli commosso a tenera
Pietà di sua nemica,
Questa gelata, e languida
Alza con mano amica.
Poi nel suo seno accoglie
L'intirizzita biscia,
E con pietosa mano
La scalda insieme, e liscia
Colei gli spirti appena
Riprese, che al Pastore
Rivolse l'aspra lingua,
E il ceffo traditore.
E l'uomo sì benefico
Colla feroce bocca
Ferisce, egli in un subito
Al suol morto trabocca
Chi porta a' tristi ajuto
Presto si pentirà
D'aver beneficato
Chi ben oprar non sa.