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1798–1837

II.

Giacomo Leopardi

La vita è morte di ciascun che vive, Indarno e per virtù nulla comprende, E di suo longo studio il corpo attende, Né pensa como l'alme si fan dive.

Pascansi questi como bestie in rive, Ch'al disir di manzar ciascuna intende, E colte da la sera che le offende Ritornan per dormir di pascol prive.

Ma quell'insatïabile animale, Ch'a pie' del monte pasce cum sua bocca Canta la nocte e po' salisse il giorno. Non porrà morte col spietato strale

Lui mortal far, quando da l'arco scocca, Ché di vita immortal si farà adorno.

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