Fratel, s'io non donai prima a te il core,
Perdonami, tal colpa in me s'incalma,
Ché pensando donarti ancor quest'alma,
Il pensier facto già interruppe amore.
E fra sé spinto da un tetro livore,
Disse: debbia costui fruir la palma
Di due spoglie, e esser carco di tal salma?
E intanto il cor del pecto trasse fuore.
E posel quell'iniquo in un gran foco
Dove sovente ognor se agliaza e sface
E surdo a me si fa, se aiuto invoco.
L'alma donque ti do; prendila in pace
E non li lamentar ché il cor è poco;
A un don che fia immortal fermo e tenace.