Qual vago ucel che sta cum le aperte ale Quando altri il vol pigliar e via sen vola E subito sparisse come un strale, Tal fece il spirto cum sua bianca stola
Doppo il suo dire e più non fu veduto La bella compagnia lasciando sola. Çascun già per tocarlo era venuto A lui più presso, e per offerte farli,
Ma quello in un momento era sparuto. Stupiti alquanto prima ch'alcun parli Si mosse il magior nostro agli altri volto Cum acto quasi de licentia darli;
Ma quelli alhora cum parlar disciolto Insieme conferian tal meraviglia Et io qui attento ogni parola ascolto. Qual creppa il fronte e mostra cum le ciglia
Havere amiration de tal novella E qual della sua vita se consiglia. Io me stavo da un canto alhora in quella E contemplava l'alta diceria
Quando senti' chiamarmi: o Roverbella, E remirando presto nude venìa La voce che 'l mio nome havea proferto Conobbi del magior la vista pia,
Che segno me facea cum l'ochio aperto De volermi parlare, und'io ver' lui Andai col capo chino e discoperto; E quel me disse: amico nostro, in cui
Benivolentia regna e bon volere, Havendo sempre il cor divoto a nui, Veduto hai quivi el spirto cum piacere D'Opiço nostro che sen va cantando
E de lui udito le parole vere; Cum quanta charità qui lampegiando È tra noi sceso a visitarci tutti, E quanto ha satisfacto al mio dimando.
Unde hor rimasti noi cum gli occhi asciutti Desidero che t'adoperi in farne nota E d'ogni suo parlar cogliendo i fructi. E scrivi quanto hai visto, e la gran dota
Che ha l'alma generosa, militante Quando se trova alfin esser divota, E ciò che l' spirto disse qui davante, Però che de memoria è cosa degna,
Per far la sua virtù più radïante. Come far sol chi l'amorosa insegna Porta nel pecto e non la sa mostrare, E guarda che a scoprirla un altro vegna,
Così me fece alhora el bel parlare Del cavalier gentil, che mi riscosse Da quel che dentro ardea per voler fare, E dissi respondendo: le mie posse
Cum ogni facultà che in me se trova Son cum lo ingegno al tuo comando e l'osse. De ciò che decto m'hai farò la prova, Narrando in verso la sustantia breve
Di quanto importa questa cosa nuova. Così feci, e descripsi ben che leve Come se vide la materia sia, Ma nulla cosa per servir m'è greve.
Però chi questo lege, in cortesia Non mi riprenda del mio basso stile, Ma scuxi de l'autor la fantasia, Che libera non fu, ma qui servìle.
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